TRADUZIONI
 

LA PAROLA OSCURA DEL PASSAGGIO INTERIORE
di Julius Evola
 

Traduzione di Gabriele Adinolfi
Versione poetica di Miro Renzaglia
 

ngara Nei porti, galere impavesate.

Splendori affondati nelle tenebre esteriori.

La porta si chiude dietro di noi.

 

raga ada…raga ada

Ada aga i monti si liquefanno,

Ada aga in steppe immense,

Ada aga in pioggia e stagno.

La vita è algebra.

La linfa vegetale assorbe il metallo.

Le vene sono sottili fili di vetro.

La fibra è platino.

Nella città, luci spente.

Nei camion, automi

traghettano cadaveri neri.

La vita è algebra  - vi dico -

Algebra che leviga. Vi dico:

la linfa vegetale assorbe il metallo.

 

hhah bisturi deserto azoto batteriologia compasso cerchio

 

lilan che fai amico mio,

amico mio caro?

Ricorda le praterie azzurrate.

Ricorda tutte le foreste di luce,

il miraggio del Cacciatore d’Oro

e le grandi orchestre che rischiarano  i sotterranei...

Ricorda tutta questa flora trasognata che un tempo

cullava il pallido infermo...

Patina dietro patina.

E al di là di un’assenza,

sentirai l’ebbrezza

di qualcosa che,

agita le alghe abissali,

in fondo al canale...

 

 

hhah cerchio

 

raga cerchio cerchio cerchio

 

ngara uomini e microbi corrono in cerchio,

ossessionati e frenetici...

Spinti sul sfondo da  idoli irreali,

non vedono luce

ma sangue su sangue:

in forma di cerchio.

 

 

lilan mon ami

 

ngara una grande croce

una grande croce dall’alto

si proietta  sulla pianura

è possibile che non esista altro

che questa grande ombra

e di questi maledettisimi cerchi...

 

hhah garagadara è fratello di Sodoma.

L’impressionista è un omosessuale:

prende e molla le Z(eta) 

più grandi  di un mastodontico pellicano...

 

lilian mon ami,  mentre sogni la neve

noi porteremo camelie nell’acquario..

E ti accarezzerò in modo talmente dolce

che le tue piaghe non soffriranno:

sai bene quanto sono gentile...

 

hhah  sono molto distinto...

E mi piacciono i marrons glacés...

Ma non capisco un accidente

di quello che dite.

Non riesco a parlare con voi, signore...

 

rraga sottomarino nel secolo infinito.

Nel quarto  settore,  arboree  luminose.

Tacerete presto

come se io fossi di spugna e caolino.

Ora che non c’è più nessuno

nei giardini d’inverno.

 

hhah Foresta d’amianto,

 plum-cake. Ne consegue che

Aga ha dei presentimenti.

Nel quarto settore, le dighe

s’illuminano come un ascensore.

Vedo aga diventare  ega.

Vedo ega diventare ea.

Vedo la grande città illuminata

che s’inabissa lentamente

nell’oceano trasognato.

 

lilan mon ami

 

ngara il serpente Ea è l’oscura vitalità,

l’oscura sinusoide che si muove

nelle sfere prereali. È il grande umido,

la penombra che si dilata e si contrae,

il bolo infecondo e gravitazionale...

Il serpente Ea non emette suono

perché il suono è l’oscurità.

L’uomo si dilania da solo in suoni,

allucinato dal cerchio...

Nelle stive, timorani sordi

fanno baccano.

Anche Ea è un cerchio:

e non ve ne siete accorti.

Ea é l’incubo notturno,

la vegetazione ultramarina,

l’urlo d’orrore negli specchi

e krounkrounganam.

Ea inocula nel sangue

il lavoro ostinato e feroce

di un milioni di negri

nelle miniere di S. Francisco.

Dal centro, si proiettano raggi inflessibili.

Sorgono chiese di nichel  e  piramidi.

Incendi.

La fiamma nera disinfetta il cielo.

E il cielo è un lago atonale.

Al secondo piano, la sinusoide

è  il mistero del  pane e dell’acqua...

Così, Ea traverserà  il deserto

mutandosi  in azoto...

Possano gli occhi  non vedere altro

che la danza di Alfa...

 

lilan non so dove posare queste mani

per l’amore sterile

e per il parfume parfume parfume...

Una respirazione,  un pianto,  un arcobaleno...

Amico mio, sono malata davvero...

E non ho ancora ricevuto il vostro vaglia azzurro... 

Azzurro...

 

hhah glan glan blaga…

 l’elementare danza –

la chiesa di nichel e le piramidi

stanno per sorgere...

 

raaga Alfa Dance.

Rimbalzando, i deliri diventano geometrie.

Sulle spiagge lunari:

Alfa Dance...

Dance, anse sul pianeta.

Tutti i vulcani sono spenti.

Se capite Alfa,

e  se la sfinge s’illuminerà,

tutto si dilaterà nel fresco

del vostro cervello, fino

alla cattedrale siderale.

Ma nella corte del convento

sono state fucilate ottanta persone...

 

lilan  non capisco nulla...

Non capisco più nulla, mio signore...

Queste mani non sanno dove posarsi.

Questi fragili strumenti non riescono a resistere

alla rarefazione.

E non ho nessuno con cui parlare...

Mi hanno rinchiusa in questo castello di ghiaccio,

sotto la flora dei fiori allucinati dove corrono

brividi, spirali e viti...

Io sono sola e  sono molto stanca, signore...

Non c’è che amore nella mia vita...

Da cui ne consegue:

perché mi avete chiamato, signore?

 

hhah il cielo scende sulla terra...

Le acque si alzano al cielo...

Questo silenzio metallico è turbato solo da turbine ossessive ...

Ed è possibile che, pronunciando una parola,

il mondo scomparirà in etere e risa...

 

ngara un disegno preciso – chirurgia...

Nel  mio reame le vergini moriranno sul rogo:

Alto Potenziale e Dura Lex

occuperanno militarmente le piazze...

Io voglio essere scheletro disarticolato,

cenere, vento, anima di cartone ed elettricità...

Nell’installazione sentimentale: carta vetrata

e suono verde assoluto...

Siamo la fredda volontà che decompone,

assassini dalle mani carbonizzate

che fissano il sole: whisky, centro, vuoto...

Siamo la sfera che ritorna  al punto...

Vi dico che morirete tutti

e che la terra vi risucchierà come caucciù...

               

lilan blindehaia adagahia aga

 

hhah radice cubica di 999:

Shangai, evidentemente...

Se procediamo verso le cascate ridenti,

noterete l’ultra giallo in  argilla muta -

goutaperka  -  la fibra che s’infiamma

e le piramidi

aea...

 

lilan aea raga aeaeaeaeaeaea eda

le dighe verticali si accendono

leidah ega

siluratrici alle fontane – non toccate

l’uragano extra rosa :

pericolo di morte  –

Inchiostri, sorelle grigie e filosofie

nell’oltre atlantico -

aegoraa... -  crepuscolo.

Dietro il pastello, le perforatrici...

le perforatrici...

 

hhah – tracciato al Quadruplo

bregan aeaeaeaeaeaeaea...

 

ngara evidentemente...

 

hhah mio  signore,  mentre parlate così poco seriamente –

perché parlare seriamente è veramente

la prova di  un’impotenza -  cosa, così poco seria -

io penso che avete un’aria

eccessivamente arrabbiata.

A meno che non siate un impostore.

Un impostore. Oppure un infermiere.

Del resto,  io stesso non mi prendo sul serio.

E lascio danzare i fantocci al ritmo

dell’Umanità, dell’Arte e della Scienza

che, per giunta e  di solito,  emanano cattivo odore.

E questo mi disgusta, perché - come sapete -

io sono molto, molto aristocratico.

 

lilan povero amico

 

raaga l’inventore diviene panama

seguendo cammini tubercolosi.

Sua sorella, la luna, è glicerina.

Coralli in palma e cazzi color giallo legittimo.

Ovvero: cistite. Povero amico: dancè...

 

hhah azoto azoto  - azoto – azoto

 

lilan la ferrovia

il ferro della via

 

ngara ogni ferro nel ferro, 

ogni via nella via.

Chi cerca non esiste.

Chi cerca, non troverà  niente

perché fugge in avanti.

Chi cerca è malato...

e il suo fiore è una piaga cerebrale.

...e il cielo si rovescia sulla ferrovia

 

Lilan l’anima si esaurisce nel lago atono, signore...

 

raaga il sole nella notte

 

hhah la notte nel sole

 

ngara ormai non c’è più nessuno. Né stelle né fango.       

La forma non esiste più e Dada è questo splendore oscuro,

questo grido di metallo contratto nell’atmosfera incandescente

che ricade su di sé. Dada è la forza disinteressata.

Dada non è una malattia ma un’energia.

Dada non è una verità. Dada è il microbo vergine.

Fissa te stesso  fino a che  i tuoi occhi  respireranno

questo niente che vibra nel nostro boudoir.

Là dove si trovano i bull-dogs,

dove mi sento sommamente intelligente

e dove esistono blocchi di ghiaccio tiepido

e rose verdi. Proprio là,  dove

la morte è nella vita...

 

 

raaga ora, tutti i telefoni trillano motivi nevrastenici.

Alfa è una colonna di fumo: iperbole e baobab.

Non so che ore sono.

Tubi d’acciaio e di gesso venano l’organismo.

Fuori, c’è un terremoto celeste...

 

hhah bolanga-na karin azu-da

mimose, seghe  e tara-ta-ra-ta-ra.ta-ra-ra

1 2 3 4 – 4 3 2 1

 

lilan chiunque tu sia,

così è il seno e la rosa...

E la morte sorrideva...

Chi sei tu,

pallido amico mio?

Vellutiiii...

 

hhah non capisco perché urlate...

Forse, volete stordirvi con il rumore delle vostre parole.

Parole che si alzano e ricadono saltellando

come schegge di legno; o forse volete calmare

e carezzare la vostra angoscia...  la vostra angoscia

di essere solo... –  in effetti, chi sta male grida molto.

Ma, lo sapete bene:  non c’è nessuno che vi ascolti.

Non c’è nessuno nelle vie assolate.

Io stesso non so perché parlo.

Abbiamo tutti labbra decomposte e cuori al vento.

Nel Centro, la Grande Oscurità è più profonda.

Ciononostante, io trovo la cosa priva di senso.

 

raaga infatti...

Arte – Un giovane dio sbarcò

per la prima volta nella metropoli

ma non trovò che freddi edifici di cartone,

deserti di uomini e luci: forze

e miracoli d’inerzia  sopravvivevano,

solo come schemi scientifici di forme

e d’infinito stupore. A questa vita

senza vita, il dio donò la pace

con segni magici e giochi trasparenti.

Tristezza – Arte.

 

lilan infatti... infatti...

 

hhah arte – per me è più morale sorseggiare elegantemente

 un cocktail che fare arte.

 

lilan infatti... infatti...

 

ngara rorogo-go-ra è l’albero asfaltato –

Da due mesi, truppe e truppe, in fretta in fretta

passano, sotto il ponte all’orizzonte di Atlantide

 

raaga  ora le parole escono dalla bocca come

il detersivo di giorni qualunque e dell’inverno.

Le mitragliatrici nel cervello e cake-walk.

Mitragliatrici nel cervello...

E l’ultimo diluvio interplanetario è alta marea

- nero malva nero -.

 

hhah dance -  abracadabra -  più e meno - sì  e no -

anima e  locomotiva

2754

 

raaga guardate nelle acque ipnotiche...  guardate

il passaggio dei grandi vascelli-fantasma...

 

lilan cosa posso fare? Tu non  puoi capirmi, signore.

Tu, così  buono e forte, perché ti ostini a mentire?

Le tue mani sono bianche rose di ghiaccio...

I tuoi occhi, di bromo e d’acciaio, inquietano gli angeli.

Come sei triste! Ascoltami:

nel tuo te ci hai uccisi tutti per questo fuoco artificiale,

ormai senza calore. “Lidia: Perché? Perché?”...

 

raaga il tempo è pesante come questi giorni.

Tutte le fabbriche sono chiuse.

È domenica e non c’è nessuno in città.

Il tempo è pesante come questi giorni;

come le grandi corazzate e la fonte siderale;

come la parola;

come l’anima e la visione chiara...

 

ngara  inutilità. Mi avvito su me...

Gli ultimi trapani completeranno l’opera – decomposizione.

È il mistero del metallo:

il mistero del Movimento Assoluto,

del Numero,

della Grande Incomprensibilità,

della Vita che è Morte,

... e della Parola Oscura

(gesso – sangue – vento).

Tutto si dissolverà nell’arcobaleno.

Tutto, in un cerchio d’acciaio e di volontà.

Tutto, si dissolverà  in un cerchio chiaro

al di là  dei cerchi, nella vita senza soffio né luce,

nel cielo in alto e nel cielo in basso...

E  nel silenzio più interiore .

Ogni centro si dissolve velocemente

verso le periferie degl’infiniti.

Dietro un vuoto, c’è un altro vuoto – infinito – e passano

le ultime ombre,  mentre la luce si dilata:

aurora e radio... E il più lontano ha ancora

un altro lontano – i raggi smarriscono l’origine

del centro nell’oscurità che si dilata  eternamente.

La sfera estrema non è che la prima sfera.

Noi non siamo altro che un’eco.

Questa fuga sarà l’unica realtà,

finché il bianco non discenderà dall’alto.

(Ingegneri  e marchingegni sobbalzano - i microbi

sfilano in forma di  tetragramma e diventano suoni).

Per questa sofferenza luminosa, per questa sete arrugginita,

per l’azzurro infinito, per la pioggia eterna e per il nostro disgusto,

per ogni nostra passione malata calerà la Parola Oscura:

un sipario che scenderà sulle macchine allucinate ed immobili

nel grande teatro deserto...

 

lilan amore - anima -

non ho più forze...

Luce,

cenere,

abisso...

Amore,

nel grande teatro deserto...

aga

 

hhaha sono sempre molto annoiato.

Silicio, firma, frattale,

pullman, polmone,

viceammiragli, infezione e minuetto,

cianosi, asintoto, garze, losanga,

anilina, autobus,

e limoni pluritonali

nel grande teatro deserto

aga

 

ngara sangue in forma d’iperbole

 

hhah iperbole...

iperbole...

 

 

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